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INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO
AGOSTINO BELCASTRO 26 marzo 2011

Una storia assurda che merita di essere raccontata. E’ il caso di una donna di Brancaleone, permanentemente e totalmente invalida a svolgere gli atti quotidiani della vita senza l’ausilio di un accompagnatore e che, per tali motivi, si è vista riconoscere, da molti anni, l’indennità mensile erogata dall’INPS. La signora, un’ex insegnante elementare del posto, nel fiore degli anni è stata colpita da una terribile malattia che devasta tutto il corpo e la mente: il morbo di Alzheimer. Era una donna umile, motivata e socievole quando le è stata diagnosticata la terribile malattia e lei, con grande rassegnazione e tanta religiosità, ha accettato il terribile verdetto. Si è chiusa nel suo dramma e solo l’affetto dei familiari, due figlie ed il marito, ha, in parte attutito il dolore. Senza capire il motivo, all’improvviso, le è stato sospeso l’assegno di invalidità. Per questi motivi, la figlia Giusy Gangemi ha scritto un’accorata lettera a “Striscia la Notizia”, e a “L’Indignato Speciale”, due trasmissioni di Canale 5, la quale, con grande semplicità, ha voluto proiettare all’esterno, oltre al dramma della propria madre, le disfunzioni che regnano in Italia nonostante, come lei stessa afferma, siano trascorsi 150 dalla sua unità. Ma che unità se ancora oggi, nell’era dell’informatica e della semplificazione amministrativa, si verificano casi come quelli della famiglia Gangemi! Scrive Giusy: ”Io e la mia famiglia stiamo affrontando in questi giorni un’esperienza assurda. Innanzi tutto, premetto che al centro della spiacevole vicenda c’è la grave malattia di mia madre, affetta ormai da 18 anni, dal morbo di Alzheimer, allettata da molto tempo ed esigente di continue cure di ogni genere. Per questo tipo di invalidità, gode oramai, da moltissimi anni, dell’indennità di accompagnamento. La questione riguarderebbe, in effetti, molte altre situazioni incresciose, con le quali abbiamo dovuto convivere per anni, ma lasciando stare queste, la più clamorosa che oggi ci ha veramente lasciati senza parole, e non soltanto quelle … riguarda l’INPS di Reggio Calabria, che con molta celerità e senza procedere ad eventuali accertamenti per verificare se sussistono i requisiti per il mantenimento della suddetta indennità di accompagnamento, ha deciso, senza alcun preavviso, di sospendere tale erogazione. Noi regolarmente, come richiesto dall’INPS abbiamo sempre comunicato, entro il mese di marzo di ogni anno, che l’interessata continuava godere del diritto di ricevere l’indennità di cui sopra. Inoltre ci preme sottolineare che, nonostante le condizioni di mia madre, siano tali da non consentire alla stesa di poter essere trasportata presso la commissione medica provinciale per la visita di controllo, come ogni anno lo stesso ente ci chiede. Questa situazione è stata sempre documentata non solo da appositi certificati medici ma anche da una diffida del nostro legale con la quale si chiedeva l’esonero del trasporto a Reggio Calabria e, conseguentemente visita domiciliare,. La Commissione, non curante di tali condizioni non ha provveduto, non solo ad effettuare un’eventuale visita domiciliare, ma nemmeno a comunicare, allo stesso Ente erogatore della pensione (INPS), le condizioni dell’ammalata, per cui ci siamo visti recapitare, tra la sorpresa e lo stupore generale, una lettera con la quale ci comunicavano la sospensione dell’indennità di accompagnamento”. Giusy Gangemi, scrive nella lettera, che di fronte a tale situazione si sono rivolti ad un legale per conoscere i motivi di tale sospensione. Alla base di tutto c’è la mancata comunicazione tra la commissione medica provinciale e l’INPS di Reggio Calabria. “Di fronte alle nostre rimostranze – prosegue Giusy nella lettera – la Commissione Medica ha deciso, soltanto ora, di effettuare una visita domiciliare per il giorno 14 aprile… Ovviamente tutta questa situazione non fa che creare ulteriori disagi, anche dal punto di vista economico, in quanto, come è ovvio, per un’ammalata, le cui condizioni necessitano di assistenza continua è di una notevole spesa economica sia per medicinali per l’alimentazione”. L’augurio della cittadinanza di Brancaleone è quello che in tempi rapidi possa essere ripristinato l’assegno di accompagnamento alla madre di Giusy nella speranza che simili disfunzioni non colpiscano altri soggetti che si trovano, loro malgrado, nelle stesse condizioni della signora brancaleonese.